venerdì 22 maggio 2009

Art Brut @Magnolia



Un gruppo di trentenni inglesi assai poco attraenti nel 2005 ha deciso di formare una band, dedicando pure una canzone assai esplicativa all'evento:
Formed a band
We formed a band
Look at us
We formed a band

L'album si chiamava Bang Bang Rock'n Roll, e da allora ne sono usciti altri due. L'ultimo proprio nel 2009, e si dà il caso che il tour di questi fantastici omini passasse proprio dal Circolo Magnolia di Segrate. Non si poteva non fare un salto, e noi non ce ne siamo pentiti. Il vocalist, nonché leader della band, è un personaggio che vale la pena vedere dal vivo: panzuto, sudato, spettinato, con un sorriso "picassiano". Lui non canta, parla: i suoi concerti sono sproloqui sugli affari suoi, accompagnati da musica rock energica e trascinante. E intanto lui suda, agita la pancia, si piega per terra lamentandosi del mal di schiena e i suoi show divertono da matti. E si balla, tanto.
Uno spettacolo.

domenica 10 maggio 2009

La verità è che non gli piaci abbastanza



Una commedia deliziosa e divertente, sull'amore in tutte le sue fasi e sfaccettature. Il punto di vista è quello delle donne, eterne sognatrici, che guardano al dettaglio e alla sfumatura, dimenticandosi (troppo spesso) che gli uomini sono assai più lineari... Si ride, si piange, si passano due ore cinematografiche leggere e piacevolissime.
E qual è la morale? Forse che l'amore è difficile per tutti, indipendentemente dal sesso, dall'età e da quanto è iniziata (o non ancora iniziata!) una storia. E per far funzionare le cose è bene conoscere una sola regola, semplice ma importante: di regole (ahimè!) non ne esistono.
Un film per romantici, per sognatori e per chi, nonostante la vita ci porti a dire il contrario, ancora crede nell'anima gemella.

martedì 5 maggio 2009

Fundació Joan Miró



È morto proprio il giorno del mio primo Natale, aveva novant'anni. E buona parte della sua opera è conservata nella Fondazione Miró di Barcellona, fondata da lui stesso negli anni '70. Non è un semplice museo, ma un laboratorio culturale attivo, che ospita anche mostre temporanee di artisti emergenti. L'architettura è in netto contrasto con la sua arte: bianca, fredda, dalle linee nette e dure; a tratti anche brutta. Ma questa bruttezza si sposa perfettamente con la sua arte, dando vita alla bellezza dei colori, delle linee sinuose, delle atmosfere oniriche e surreali popolate da figure piene di vita.
Una tappa obbligata per gli amanti, i viaggiatori onnivori, i curiosi.

giovedì 23 aprile 2009

La cerimonia del massaggio



L'apoteosi dell'umorismo inglese.
Gli ingredienti ci sono tutti: il funerale, i preti un po' libertini, un morto che fa discutere e la crème de la crème della società londinese riunita in un unico luogo.
A differenza di "Nudi e crudi" qui si ride davvero, ma in bocca resta sempre l'amaro lasciato da una società ipocrita che si preoccupa solo di salvare le apparenze.

mercoledì 15 aprile 2009

Nudi e crudi



Mi è piaciuto Bennet. Sarà che io apprezzo l'umorismo inglese, perché a differenza del nostro è più sottile e meno scontato. Però l'ho trovato frizzante e mi sono piaciuti gli spunti di riflessione sulla vita "borghese", sul senso che noi diamo alla nostra quotidianità, ai nostri oggetti; su come spesso ci creiamo una prigione da cui è difficile liberarsi. Ed è così che un furto di tutti i nostri averi può essere la chiave di volta della nostra esistenza, anziché la rovina.
Il finale mi ha lasciato perplessa, ma non mi ha tolto la curiosità di iniziare "La cerimonia del massaggio".
Molto british style, lo consiglio.

martedì 14 aprile 2009

Il signore e la signora Smith



Veramente divertente questa commedia di Hitchcock! La storia racconta di una coppia che scopre, per disguidi burocratici, di non essere realmente sposata: da quel momento in poi sorgeranno litigi, fraintendimenti, vendette... il tutto con un ritmo e con uno humour davvero inaspettato per un film del 1941.
Un Hitchcock che si cimenta in un genere inconsueto, riuscendo alla grande, come sempre. Una chicca, da vedere assolutamente.

mercoledì 8 aprile 2009

Come sono diventato stupido



Non so.
All'inizio mi sembrava un esercizio di stile, un po' pretenzioso e affettato. Poi mi ha preso, perché indubbiamente è scritto bene, è scorrevole e dopo qualche pagina ti incuriosisce. Poi il finale mi ha deluso, perché (ammetto) non l'ho capito. Dove vuole andare a parare questo libro? L'intelligenza è cosa buona, ma fa soffrire? Ma poi... cos'è l'intelligenza? Troppe questioni aperte, troppi dubbi che restano.
Non so.