domenica 19 ottobre 2008

Ultime della notte



Markaris ha uno stile tutto suo, che ti colpisce subito: secco, terra terra, niente è lasciato al caso. Il commissario Charitos si affida agli indizi, non a fantasie; è umano, spesso sbaglia, ha pessimi rapporti con la moglie e affronta la sua quotidianità come un uomo normale.
Un romanzo piacevole e molto "greco", in cui la cultura di un paese è raccontata senza tralasciarne i problemi, le sfaccettature negative e il lato oscuro. Promosso.

domenica 5 ottobre 2008

L'uomo dei cerchi azzurri


Una serie di personaggi deliranti si fanno spazio tra le pagine di questo libro, che racconta dei delitti commessi da un serial killer parigino, nel quinto arrondissement.
Primo fra tutti il commissario Adamsberg, poi l'ispettore Danglard, e infine tutti gli attori di questa folle vicenda, che si snoda tra dialoghi che non sembrano avere né capo né coda, personaggi caricaturali, in una follia che ti affascina e ti trascina fino alla fine.
E poi il cerchio si chiude, e tutto ciò che era folle acquista un senso: tutto tranne il carattere dei personaggi, irresistibili e incomprensibili.

domenica 28 settembre 2008

Qualcosa da tenere per sé


Spiazzante.
Così, con una parola, definirei questo romanzo della Oggero. Questo romanzo ha tutto e niente in comune coi precedenti (premesso che ancora non ho letto "L'amica americana"). La storia è la stessa, i personaggi sono gli stessi, l'ambientazione è la stessa. Ma il modo di raccontarla è assolutamente diverso: manca l'ironia della prof, il suo punto di vista che filtra tutte le cose, in un ritmo incalzante. La storia è cupa, triste, un filo di malinconia e pessimismo ha coperto le parole dell'autrice, che, questa volta, per il suo romanzo più "dark", preferisce la terza persona.
Preferisce indagare il lato oscuro.

martedì 23 settembre 2008

La collega tatuata



Dopo "Una piccola bestia ferita" mi è venuta la curiosità di leggere anche il primo libro della serie della "profia" di Margherita Oggero. Devo dire che non mi ha deluso per niente, anzi: è una lettura piacevolissima, dove il giallo si tinge di ironia, fino a diventare quasi marginale nella storia. Quello che ti resta alla fine sono le battute ironiche della prof, ma soprattutto il suo sguardo attento e acuto verso ciò che la circonda, la sua curiosità e le sue divertenti digressioni sulla vita, sulle persone, su Torino.
Ebbrava Oggero, ora penso proprio che inizierò a leggere "Qualcosa da tenere per sé"!

mercoledì 10 settembre 2008

Il faraone delle sabbie




Oggi ho finito questo libro, un rompicapo archeologico ambientato tra Chicago, l'Egitto e Israele.
Azione, storia, misteri biblici, cultura mediorientale, attualità. L'intreccio è molto complicato, ma alla fine tutto si spiega, in un continuo intersecarsi di colpi di scena. Unico neo (che mi ha stupito) i personaggi un po' stereotipati: gli americani belli, intelligenti e giusti, gli arabi fanatici e l'italiano latin lover che veste Armani.
Ma in fin dei conti è stata una lettura di buona compagnia, con un finale mozzafiato.