giovedì 23 aprile 2009

La cerimonia del massaggio



L'apoteosi dell'umorismo inglese.
Gli ingredienti ci sono tutti: il funerale, i preti un po' libertini, un morto che fa discutere e la crème de la crème della società londinese riunita in un unico luogo.
A differenza di "Nudi e crudi" qui si ride davvero, ma in bocca resta sempre l'amaro lasciato da una società ipocrita che si preoccupa solo di salvare le apparenze.

mercoledì 15 aprile 2009

Nudi e crudi



Mi è piaciuto Bennet. Sarà che io apprezzo l'umorismo inglese, perché a differenza del nostro è più sottile e meno scontato. Però l'ho trovato frizzante e mi sono piaciuti gli spunti di riflessione sulla vita "borghese", sul senso che noi diamo alla nostra quotidianità, ai nostri oggetti; su come spesso ci creiamo una prigione da cui è difficile liberarsi. Ed è così che un furto di tutti i nostri averi può essere la chiave di volta della nostra esistenza, anziché la rovina.
Il finale mi ha lasciato perplessa, ma non mi ha tolto la curiosità di iniziare "La cerimonia del massaggio".
Molto british style, lo consiglio.

martedì 14 aprile 2009

Il signore e la signora Smith



Veramente divertente questa commedia di Hitchcock! La storia racconta di una coppia che scopre, per disguidi burocratici, di non essere realmente sposata: da quel momento in poi sorgeranno litigi, fraintendimenti, vendette... il tutto con un ritmo e con uno humour davvero inaspettato per un film del 1941.
Un Hitchcock che si cimenta in un genere inconsueto, riuscendo alla grande, come sempre. Una chicca, da vedere assolutamente.

mercoledì 8 aprile 2009

Come sono diventato stupido



Non so.
All'inizio mi sembrava un esercizio di stile, un po' pretenzioso e affettato. Poi mi ha preso, perché indubbiamente è scritto bene, è scorrevole e dopo qualche pagina ti incuriosisce. Poi il finale mi ha deluso, perché (ammetto) non l'ho capito. Dove vuole andare a parare questo libro? L'intelligenza è cosa buona, ma fa soffrire? Ma poi... cos'è l'intelligenza? Troppe questioni aperte, troppi dubbi che restano.
Non so.

martedì 31 marzo 2009

Il candeliere a sette fiamme



Era tanto tempo che volevo leggere questo maestro dimenticato del giallo italiano. Un antifascista in pieno fascismo, che scrive un genere proibito e censurato... e nonostante tutto lo fa con scorrevolezza, naturalezza, aggirando le difficoltà con maestria. Così gli "implicati" sono personaggi intriganti ed inquietanti, dall'incerta nazionalità (ma, ovviamente, non italiana): arabi, inglesi, olandesi; acrobati furbi e misteriosi che sgusciano per i tetti, donne bellissime velate di tristezza. E un misterioso candelabro, che il commissario De Vincenzi inseguirà in capo al mondo, per giungere ad un'amara e terribile verità, ricca di implicazioni religiose.
Assolutamente affascinante.

martedì 17 marzo 2009

Accadde una notte



Accadde una lontana notte del 1934 che la figlia di un milionario in fuga incontrò un giornalista senza più storie da raccontare. Lei scappava da suo padre, che non voleva che sposasse l'uomo dei suoi sogni; lui tornava a New York in autobus dopo l'ennesima sfuriata dal suo capo. Ed ecco la combinazione perfetta: lei aveva bisogno di aiuto, lui di una storia, e il gioco era fatto. Bastò fingere di essere marito e moglie, senza superare le "mura di Gerico" che dividevano in due i loro letti durante il travagliato viaggio.
E alla fine cosa avvenne? 5 oscar, tra cui miglior film. E il resto è storia.

Si è suicidato il Che



Dopo un periodo di latitanza eccomi tornata nel mondo dei lettori, e per farlo niente di meglio che un bel libro giallo. Questa volta il commissario Charitos è a casa convalescente, in balia della moglie Adriana che lo tiene a stecchetto e pianifica le sue ripetitive giornate. Ma un imprevisto suicidio in diretta televisiva lo riporterà in pista, facendolo scorrazzare in giro per Atene con la sua vecchia Mirafiori, sempre in cerca di risposte. Un interrogatorio dopo l'altro, nuovi personaggi che appaiono e (forse) un matrimonio all'orizzonte. Riuscirà questa volta il commissario a districare la matassa? Io dico di sì.