lunedì 19 febbraio 2018

Inuyasha

Ben 193 episodi, per un totale di quasi 65 ore di appassionata visione, valgon bene una recensione.
Inuyasha è una serie che avevo in cantiere da qualche anno, iniziata e abbandonata, ma ora sono finalmente e felicemente riuscita a completarla.
La serie (by Rumiko Takahashi) è ad oggi il suo lavoro più lungo e mescola tante caratteristiche che hanno reso grandi altre sue serie.

Gli ingredienti, quelli buoni, ci sono tutti:
  • atmosfere fantasy, legate al folklore e alla cultura giapponese
  • magia
  • tanta, tanta azione
  • un bel pizzico di romanticismo
  • personaggi interessanti e ben caratterizzati
  • costumi fantastici ❤
E, dulcis in fundo, l'ingrediente più importante: la coerenza narrativa!
Chi come me è appassionato di anime sa bene come funzionano queste cose. Gli anime rincorrono il manga e, soprattutto nelle serie molto lunghe, tendono a partire per la tangente, spesso prendendo strade alternative e perdendo totalmente il filo. Ma Inuyasha no: non perde il filo, non spezza il ritmo, si fa vedere fino in fondo. 

La trama, in soldoni.
La storia è complicata ma tutto sommato si può dire che ruoti interamente attorno a un oggetto:
La sfera dei quattro spiriti

Una ragazza dei "giorni nostri" (Kagome) si ritrova catapultata in pieno medioevo con la missione di recuperare i frammenti della suddetta sfera (da lei stessa rotta) in compagnia di un mezzo-demone cane (Inuyasha, per l'appunto).
La serie è quindi un eterno viaggio attraverso i boschi medievali, in cerca di questi frammenti, recuperati con fatica attraverso difficili e sanguinose lotte con i nemici, per lo più demoni malvagi.

Il gruppo, inizialmente composto dai due, si allargherà con altri "disadattati" recuperati per strada. Un giovanissimo demone volpe (Shippo) che si è ritrovato orfano di genitori. Un monaco buddista un po' pervertito (Miroku), che è stato colpito - fin dalla nascita - da una potente maledizione. Una sterminatrice di demoni (Sango) che perde in un colpo solo tutto il suo popolo e la sua intera famiglia e si ritrova quindi senza nessuno al mondo.

Tutte queste persone si ritrovano a viaggiare insieme, unite dal vero grande nemico comune della serie: il potente demone Naraku. È infatti lui il vero responsabile di tutte le disgrazie che hanno colpito i protagonisti, compreso Inuyasha.
Quest'ultimo, infatti, 50 anni prima, era stato separato dalla sua amata (la sacerdotessa Kikyo) con un inganno ordito proprio da Naraku.
Naraku naturalmente brama alla sfera per rendersi sempre più forte e potente. E il gruppo decide di stare assieme e unire le forze per vendicarsi ed eliminare quindi il nemico comune.

Un "viaggio" di formazione
La psicologia dei personaggi è importantissima e non è solo ciò che rende più "credibile" ed efficace la storia, ma anche il motore di tutti gli avvenimenti. I personaggi vagano in cerca di risposte e durante il viaggio crescono capendo meglio se stessi e gli altri.
Inuyasha, ad esempio, ha una bella complessità emotiva. È figlio di un potentissimo demone cane e di una donna umana, e la condizione di "mezzo-demone" gli pone davanti un conflitto interiore importante: sono un demone o un essere umano?

Il conflitto ha origini sociali e ambientali ed è profondamente legato a suo fratello maggiore, demone completo, Sesshomaru. Quest'ultimo non fa che fargli pesare la sua natura "doppia" e quindi debole e non gli permette di identificarsi con nessuna delle due categorie. Il vero "viaggio" di Inuyasha sarà verso la propria consapevolezza e la propria accettazione.

Lo stesso vale per Sesshomaru, glaciale (e fighissimo 😍) fratello maggiore del protagonista. Nulla sembra scalfirlo, eccetto il fatto che suo padre abbia lasciato a Inuyasha (e non a lui) l'eredità più importante, ovvero la potente spada "Tessaiga", ricavata da una sua zanna.
Al posto di Tessaiga ha avuto in eredità "Tenseiga", una spada taumaturgica, che può salvare vite ma non può ferire il nemico. Il viaggio di Sesshomaru va verso la meta finale, ovvero la comprensione di questa scelta del padre e la relativa accettazione del fratellino mezzosangue.


Infine Naraku, il potente cattivo demone antagonista. Durante lo svolgersi dei fatti non ci si può non chiedere cosa vuole veramente questo personaggio, perché agisce in quel modo, cosa desidera nel profondo. Ma bisognerà attendere tutta la serie per capirlo, e le ragioni sono profondamente "umane".


Il senso del viaggio
Ci sarebbe tanto da approfondire ma non voglio scrivere un manuale, per cui mi fermo qui. 
Rimane chiaro che, nella storia, il motore di tutto è l'amore.
È ciò che fa muovere ogni cosa, ciò che crea il caos e poi lo riordina. È ciò che genera la forza demoniaca, ma anche ciò che la placa. È ciò che ci spinge a muoverci, a evolverci, a cambiare.
L'amore verso un uomo o una donna, l'amore verso i propri familiari, l'amore verso i propri amici e - non ultimo - l'amor proprio. *


* cit. my husband, che ringrazio per l'aiuto quotidiano nell'interpretazione della vita e nella comprensione di ciò che è veramente importante ❤❤

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