sabato 10 ottobre 2009

Intrigo internazionale



la serie dei James Bond (...) rappresenta chiaramente una caricatura grossolana e poco abile di tutta l'opera di Hitchcock e più in particolare di Intrigo internazionale. (François Truffaut)

Credevo di averlo già visto, ma mi sbagliavo: con Hitchcock succede. Certe scene, certe inquadrature e location sono così famose da renderti qualsiasi suo film familiare.
Intrigo internazionale è un film di spionaggio, e Truffaut non scherza, è un ABC per qualsiasi regista si cimenti in questo genere; perché siamo nel 1959 e questo film ha tutto: lo scambio di persona, il nascondiglio sul treno, l'amore con la bella bionda (ma ambigua!), il cattivo enigmatico, la fuga con annesso strapiombo.
Certe scene di suspense sono stupende, come l'attesa di Cary Grant in mezzo al deserto, e anche le gag non mancano (vedi quella dell'ascensore, o meglio ancora quella all'asta!).
Ma d'altronde Hitchcock era un genio.
10 e lode.

lunedì 5 ottobre 2009

La lunga notte del dottor Galvan



Carino. Frizzante e divertente. La storia di un medico che si trova faccia a faccia con un caso difficile, che gli cambierà la vita.
Ma valeva la pena stampare un intero libro per un solo racconto, mia cara Feltrinelli?
Va bene per chi, come me, è in convalescenza... oppure per un medico in pausa pranzo (si legge in un'ora!). Ma sicuramente Pennac ha scritto di (molto) meglio.

sabato 3 ottobre 2009

La banda dei brocchi



Non è facile scrivere le mie impressioni su questo libro, su cui ho cambiato opinioni, idee e sensazioni pagina dopo pagina.
Rispetto a "La casa del sonno", dietro a cui c'è un progetto, una circolarità, una chiusura, qui, nonostante la cornice berlinese che apre e chiude il romanzo, secondo me la circolarità si perde, e il romanzo diventa più un insieme di momenti, più o meno intensi, della vita dei protagonisti. E molte questioni rimangono irrisolte, incomplete... forse questo completamento è affidato a "Il circolo chiuso", il seguito di questo romanzo. O forse è semplicemente voluto. Chissà!
Dentro c'è un po' di tutto: la storia inglese degli anni '70, le fabbriche, gli scioperi, i picchetti... l'Inghilterra "violenta e malinconica", le bombe dell'IRA, i Clash... ma tutto ciò fa solo da sfondo alla vita di un gruppo di ragazzi di Birmingham, alle loro storie quotidiane, al loro modo di vivere il presente, in una scuola per "fighetti", futuri giornalisti, manager, scrittori di successo. L'amore è vissuto come esperienza "extracorporea", le donne sono angeliche e dalle curve perfette. E il sesso è un'esperienza mistica, fantastica, o per altri semplicemente l'apertura di un mondo nuovo.
Un romanzo di formazione, sicuramente, di iniziazione. Un susseguirsi di momenti significativi e indimenticabili.
La scrittura di Coe è come al solito trascinante, anche quando non racconta niente. E l'ultimo capitolo, un flusso di pensieri del protagonista? 30 pagine senza mai un punto! Io neanche me n'ero accorta all'inizio, tanto mi ero lasciata trasportare!
Certo, la vita vale la pena essere vissuta anche per quei pochi momenti così importanti: ora che lei è tornata, c'è una specie di urgenza a proposito della vita. E mi è venuto in mente che io, quell'urgenza, nella mia vita l'ho provata, intensa quanto quella del protagonista, e nessuno potrà mai togliermela, dovunque gli eventi mi portino.

venerdì 25 settembre 2009

Parti in fretta e non tornare



Parti in fretta, e torna il più tardi possibile. È quello che si deve fare durante un'epidemia, in cui un virus si estende a macchia d'olio per la città, o peggio, per il paese intero. Misteriosi simboli compaiono sulle porte dei parigini, misteriose morti avvengono (sembra) a caso... o forse no! Torna la superstizione, e il dubbio viene: "peste nera" o serial-killer?
La Parigi di questi romanzi si è fermata nel tempo: è sporca, romantica, popolata di personaggi sopra le righe che fanno mestieri antichi (il banditore di strada) o senza tempo (il "consulente in cose della vita"). Non è una grande metropoli, ma un agglomerato di quartieri, ognuno con un immancabile caffè dove si riuniscono (e conoscono) tutti.
Il commissario Adamsberg è infine visto sotto una luce differente, più complessa. Tutti i suoi difetti e il suo lato più umano vengono messi a nudo (e, se come me si aveva una certa venerazione per questo personaggio, può sopraggiungere la delusione). Nel suo cammino per la risoluzione del caso incontrerà anche i tre evangelisti, e tutti i romanzi precedenti sembreranno fondersi in un guazzabuglio di caratteri discordanti e spunti fantastici.
Il giallo è mozzafiato, costruito a regola d'arte... uno dei migliori della Vargas.

giovedì 3 settembre 2009

L'uomo a rovescio



Tutti gli amanti di Camille attingono al mio fiume, e tutte le mie amanti prelevano dal suo. A monte c'è solo lei, e io. A valle, certe volte c'è un sacco di gente. In virtù di questo, l'acqua è più torbida in basso che in alto.

Un giallo delicato e intenso. Difficile definirlo giallo, perché è più che altro una storia d'amore, in cui il poliziesco odora di pretesto; i sentimenti dei personaggi sono appena sfiorati, quasi l'autrice non volesse sciuparli, eppure sono così forti da squarciare le parole.
Un romanzo che sembra una favola, con il suo stile stravagante e i suoi personaggi bizzarri. Piace o non piace (e a me piace parecchio).
È il secondo volume della serie del commissario Adamsberg, che entra a tutto titolo tra i miei personaggi letterari preferiti: sfuggente, sognatore, distratto, unicamente affidato all'istinto.
Questa volta il commissario si trova invischiato in una storia di lupi, che girano per la Francia sgozzando pecore (e uomini). E sulla sua strada ritrova la sua Camille, amore sfuggente come l'acqua, indipendente, unico.
Incantevole.

giovedì 20 agosto 2009

Uomini che odiano le donne



Volevo leggere questo libro da molto prima che diventasse un "caso letterario" e poi venisse creato il film.
Eccomi qua, finalmente.
L'ho letto in due giorni: è appassionante fino a consumarti gli occhi. Uno dei romanzi gialli più avvincenti che abbia mai letto, e non bisogna assolutamente farsi spaventare dalla mole imponente. I personaggi sono affascinanti e ben caratterizzati (a volte forse un poco stereotipati... Erika Berger nella sua perfezione da che pianeta viene?). La tensione è ben distribuita e le ultime pagine le mangi con gli occhi (per non parlare del racconto di Henrik Vanger... le pagine migliori del libro).
I contro... ho poco apprezzato alcuni aspetti a mio avviso un po' troppo inverosimili, a cominciare dalla detection (in 40 anni di indagini accurate è un po' impensabile che non ti venga in mente di andare a fondo su certi particolari!).
Particolari a parte:
wow...

Gomorra



Ultimamente l'argomento "mafie" mi ha molto interessato, e dopo aver visto un'avvincente puntata di Blu Notte sulla Camorra mi è venuta la curiosità di leggere Saviano, anche se (in genere) ho una certa diffidenza per i best sellers.
Bello, a tratti. Senza dubbio un libro importante, ma lo stile non mi ha convinto.
La commistione saggio/romanzo a mio avviso è poco riuscita; nella prima metà del... romanzo? ti viene voglia di chiedere all'autore: da che parte stai? Poi il libro carbura e ti cattura; l'argomento è sconcertante e affascinante e, una volta conclusa la lettura, la sensazione è quella di essere in gabbia.
Da leggere assolutamente le pagine 234/240, che a mio avviso sono una meraviglia e contengono la summa del libro.